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28/06/2026

widow's bay, la recensione

Quando penso che la nostalgia sta tirando gli ultimi, arriva sto Widow’s Bay che, citando il citabile horror della golden age 80/90 si mette le fondamenta sulla miglior base che, PER ME poteva scegliere, Lo Squalo

🚨 spoiler alert 🚨
Ma di cosa stiamo parlando???
No, sul serio, ma di cosa stiamo parlando???
Quando penso che la nostalgia sta tirando gli ultimi, arriva sto Widow’s Bay che, citando il citabile horror della golden age 80/90 si mette le fondamenta sulla miglior base che, PER ME poteva scegliere, Lo Squalo ❤️❤️❤️.
Isola e dinamiche dell’isola stessa che ricordano mostruosamente Amity, che tra l’altro nella realtà era Marta’s Vineyard, competitor di fantasia della stessa Widow’s Bay e nominata più volte nella serie.
Si parla di miti marini, di maledizioni, di leggende, di esoterismo. Si cita Shining, Psycho, Carrie e chi più ne ha più ne metta poi, ad un certo punto… SBAAAM! Diventa sia Halloween che Venerdì 13!!! Così, debbotto, quando sembrava fosse tutto finito (ammetto che qui ho un filo tirato il culo indietro perché passare da citazione a copia carbone to ta le, forse è un pelo too much ma da tossico di nostalgia mi ha scaturito un sonoro “vabbé dai!” a scena aperta ❤️).
Tutto questo ben di dio citazionistico però, è assemblato con grande gusto, maestria, classe e sfrutta il reparto personaggi quasi come se fosse una commedia (e si, a volte lo è anche ma non si abusa della risata facile ma la si lascia al personaggio e alle sue caratteristiche. A volte abbandonano la risata per arrivare alla tensione e a quella cazzo di paura da cuscino in fazza… Ma qui sono io ad avere un problema.
Non l’ho ancora finita per cui non canto ancora vittoria, inoltre non amo gli horror ma mi suscitano comunque bellissimi ricordi dal passato e di terrore notturno che ricordo, comunque, volentieri.
Ah, avete riconosciuto la font del titolo vero? Stephen King ruleggia e non solo Stranger Things ringrazia.
In attesa del finale la stra consiglio.
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