Erratic Studio

Cosmic Style — Galactic Soul

La storia di Erratic

"In un mondo che venera la distruzione,
l'unica cosa che ci rimane da fare
è creare."

— Caparezza

erràtico agg. [dal lat. erratĭcus, der. di errare «vagare; errare»]. – 1. Instabile, incostante, privo di una direzione o di uno schema fisso: avere un ritmo di vita e.; movere da un'idea all'altra con andamento e. 2. Riferito a persona, che agisce, pensa o si muove in modo del tutto imprevedibile e fuori dagli schemi tradizionali: un profilo e.; un'indole e. e brillante. 3. estens. Che sfugge alla routine e rifiuta la monotonia, procedendo a sbalzi di genio o di entusiasmo. ◆ Avv. erraticaménte, in modo felicemente irregolare: pensare erraticamente; vivere erraticamente.

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La storia

Erratic è l'evoluzione di un progetto nato nei primi anni '90, che oggi sta diventando un contenitore di idee e necessità personali legate a una fase ben precisa della mia vita.

Giusto... "Mia di chi?"
Credo sia doveroso raccontarvi in un paio di righe chi sono e perché sto facendo tutto questo. Mi chiamo Roby Rani (Roberto all'anagrafe, ma mi chiamano così solo quando c'è da fare i seri), ho 52 anni e nella vita ho fatto veramente un sacco di cose. Le ho sempre fatte per gioco, al sicuro da rischi e da salti nel vuoto che avrebbero potuto distruggere il mio entusiasmo per la vita.

Gli anni che passano, i pesi che si fanno più pesanti e le responsabilità sempre più gravose mi portano però a voler provare a fare tutte quelle cose — o almeno una parte — in modo diverso. Meno "erratico".

Non sto certo mettendo su l'idea del secolo, ne sono perfettamente consapevole. Ma è qualcosa di mio, qualcosa che riguarda me e che voglio condividere con chi ha piacere di seguirmi. Ego o meno, questo è ciò che sento di dover fare, con la speranza che il progetto venga compreso per quello che è realmente.

In questo contenitore troverete la mia fanzine, gli eventi che mi riguardano e uno shop di oggetti e abbigliamento che ho semplicemente voglia di creare.

Un minimo di contesto sullo shop: sono cresciuto tra magliette, felpe, camicie di flanella e cappellini da baseball. I miei genitori avevano un magazzino all'ingrosso di maglieria e quella era la mia quotidianità. A questo si aggiunge una vera e propria fissazione per la grafica e per l'estetica delle cose che hanno accompagnato i miei anni: lo skateboard, la musica, la pop culture, l'improv, il cinema e la TV. Erano quelle, e lo sono ancora, le mie inesauribili fonti d'ispirazione.

Dopo svariate evoluzioni, tentativi e infiniti nomi dati a questa idea, ho deciso di provarci ancora. Un po' come fece George Lucas con la prequel trilogy: oggi la tecnologia mi permette finalmente di dare una struttura a tutto quel caos che ho in testa da mezzo secolo e lo posso fare da solo senza bisogno di chiedere aiuto (suona male lo so, ma adesso deve essere così).

Erratic è un nome che mi rappresenta fin troppo nella vita; sceglierlo è stato il mio modo per guardarmi allo specchio e smettere di vedere quello che non mi piace.