Dopo anni che mi sentivo consigliare Sisu eccomi finalmente arrivato alla visione e si, è stata una visione interessante che mi ha portato ad una seria riflessione.
A dirla tutta questa riflessione la sto facendo da un po’ ma Sisu ha messo il tassello finale su questa stessa mia elucubrazione.
Per godere di un film bisogna credere a tutto quello che ci mostrano, oppure, nel caso ci sia una storia, una scena o una qualsiasi cosa che ci butta fuori dalla credibilità bisogna relegare l’opera ad una cagata senza senso?
O come si diceva una volta con disprezzo “è un americanata” anche quando non lo è, tra l’altro.
Cioé, fino a che punto si spinge la vostra sospensione dell’incredulità per farvi arrivare ad una soddisfatta soddisfazione post film?
E una domanda seria eh, non è sarcasmo de caz.
Sisu si presenta molto bene in senso di estetica, di regia, di fotografia, di montaggio e di cazzutaggine del protagonista ma poi succedono cose a cui e veramente impossibile credere da chi, come me, cerca comunque una combinazione di realismo/credibilità misto ad epicità…
È anche vero che prima bisogna imparare la bibbia del film, o meglio, le regole. Se il gioco è quello di esagerare volutamente senza freni dando più valore a tutto il resto allora ha senso ma bisogna capirla questa direzione e non è sempre scontato.
Prendiamo esempio la saga di Fast and Furious. Ormai è diventato un circo che porta al cinema milioni di persone per vedere dove si spingeranno per esagerare ma all’inizio non era quella la direzione presa, anzi.
Cosa ne pensate?
Sisu è veramente ma veramente difficile da credere ma è anche molto bello da vedere.
← Fanzine
27/04/2026
SISU, la recensione
Per godere di un film bisogna credere a tutto quello che ci mostrano, oppure, nel caso ci sia una storia, una scena o una qualsiasi cosa che ci butta fuori dalla credibilità bisogna relegare l’opera ad una cagata senza senso?
